| Autore | Metteo De Rossi |
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Il Kendo è un'arte marziale nata nel 1800 per integrare gli allenamenti di kenjutsu (scherma dei samurai) che fino allora veniva insegnata utilizzando spade vere o in legno.
Con le protezioni del Kendo e l'uso dello shinai (spada di bambù) fu possibile portare in palestra (dojo), la psicologia dello scontro. Ai vuoti movimenti delle tecniche di attacco e contrattacco, studiati alla perfezione fin dai tempi antichi, e allo studio teorico della strategia e tattica del combattimento, si aggiunse la preparazione al confronto reale.
Lo studio degli stati emotivi che si susseguono nelle fasi del duello e l'attento esame dell'avversario, fa del Kendo un'arte marziale del tutto originale; che non solo sviluppa l'autocontrollo, la consapevolezza di se e la canalizzazione delle proprie energie ma soprattutto migliora le relazioni personali ed il carattere.
Come? Semplice, nel Kendo, come in nessun'altra disciplina, è necessario abbassare il muro che ci isola ed entrare in sintonia col prossimo, per riuscire a percepirne le emozioni, la forza, le debolezze e le intenzioni. Nonostante si manifesti una grande energia, nel Kendo non c'è nessuna violenza. Basti pensare che l'esercizio base è il jigeiko: un combattimento libero dove non ci sono punteggi, vinti o vincitori ma solo uno scambio di tecniche, uno studio profondo e reciproco dei pensieri del proprio "avversario".
Questo e molto altro è ciò che il Kendo offre a chi lo pratica, continuate la lettura con tecnica, storia e filosofia per ottenere un quadro completo